LE STRADE ROMANE E IL MENSOR

C’è chi ritiene – a ragione – che le strade romane siano il monumento più conosciuto al mondo, ma chi sono stati coloro che le hanno costruite? Ingegneri o legionari, avevano un ruolo che deriva

CREATE PER DURARE IN ETERNO

Aere Perennius

Più duraturo del bronzo

Orazio, Odi, III, 30, 1

Le strade romane erano progettate con cura e costruite in modo che fossero solide, utili e facili da percorrere. L’ideale era che collegassero il punto di partenza e quello di arrivo con il tragitto più breve possibile, e ciò spiega i numerosi lunghi rettifili.

Molte volte, però, le strade dovevano essere adattate alle caratteristiche del territorio.

Nelle zone collinari e montuose gli ingegneri romani costruivano le strade, se possibile, a mezza-costa e dal lato esposto al sole. In questo modo si riducevano al minimo i problemi causati dagli agenti atmosferici.

Ma chi costruiva le strade?

E come era costruita?

L’AGRIMENSORE: UN LEGIONARIO PARTICOLARE

All’interno di una legione c’erano dei ruoli per ogni soldato: oltre gli ufficiali (Legato, Centurione, Vessillifero, Aquilifero), un ruolo importante era giocato da coloro che possiamo definire gli ingegneri dell’esercito romano – venivano chiamati mensores (al singolare mensor).

Professione di origine egizia, nelle antiche civiltà l’agrimensura è fatta corrispondere all’aruspice etrusco, al geometra o gromate greco, all’agrimensore romano.

A Roma, dove i confini delle proprietà erano sacri, essi svolgevano una mansione sacerdotale identificandosi con gli àuguri e in età imperiale diventando pubblici funzionari, occupando ruoli sia civili sia militari.

In ambito di militare, l’agrimensore era colui che, con l’uso della “groma” e i paletti tracciava le linee il rigor che poi sarebbero diventate il tracciato della strada stessa (o di un acquedotto, o di un campo militare, o addirittura di una nuova città).

Legionari romani intenti alla costruzione di una strada attraverso l'uso della groma
Mensor della Legio XVI Flavia alle prese con la groma /// foto: Fabio Oddi

LE STRADE E GLI “STRATA”

Una volta definito il tracciato dal mensor, il lavoro di scavo era affidato ai libratores legionari, salariati o schiavi.

Si tracciavano due solchi paralleli, poi si iniziava a riempire gli strati:

  • Statumen, uno strato più profondo di sassi e argilla;
  • Rudus, un secondo strato composto da pietre, resti di mattoni, sabbia, mischiati con calce;
  • Nucleus, un terzo strato con pietrisco e ghiaia;
  • Summum dorsum o pavimentum, una copertura di lastre levigate generalmente in massi di pietra basaltica di eccezionale durezza e indistruttibile (il basolato che indica appunto la nota pavimentazione romana).

Per questa loro caratteristica a strati, venivano chiamate via strata, e i termini strada (italiano), street (inglese), strasse (tedesco) derivano proprio da qui.


OCRICULUM AD 168, LA FLAMINIA E IL RUOLO DEL MENSOR

All’interno delle attività che si realizzeranno durante Ocriculum AD 168, ci sarà anche il laboratorio didattico del mensor: grazie al supporto dell’Associazione Culturale I Minervia, sarà possibile conoscere il ruolo di questa importante figura dell’esercito romano, gli strumenti che utilizzava e, soprattutto attraverso questi, tracciare un piccolo tratto di strada romana.

Il tratto basolato della Via Flaminia che entrava nell’abitato di Ocriculum non farà altro che da esempio tangibile a quello che verrà poi realizzato attraverso un laboratorio dedicato a bambini e adulti – laboratorio inserito nelle tantissime attività all’interno del programma dell’evento.

Tratto basolato dell'antica Via Flaminia presso il Parco Archeologico di Ocriculum
Tratto dell’Antica Via Flaminia a Ocriculum