CASTRA LEGIONIS

Ci immaginiamo spesso una legione disposta sul campo o in marcia, ma la forza delle legioni derivava anche dalle sue fortificazioni, che fossero stabili o per l’uso di una sola notte, queste venivano edificate con lo stesso principio: quello di essere delle strutture efficienti da un lato per difendere gli uomini, dall’altro per essere un luogo tranquillo di riposo.

CASTRA LEGIONIS: IL CAMPO DEI LEGIONARI ROMANI

La tradizione e la ricerca archeologica racconta che una legione alloggiava all’interno di due tipi di fortificazione: i castra aestiva che erano quelli costruiti in via temporanea per alloggiare le truppe per una o più notti in territorio nemico, e i castra hibernia, ossia le fortificazioni stabili dove si acquartieravano le legioni per passare l’inverno o dove risedevano le truppe di frontiera (al limes).

LA STRUTTURA

I Greci quando si accampano ritengono della massima importanza adattarsi alle difese naturali offerte dai luoghi, sia perché così evitano di scavare fossati, sia perché pensano che le fortificazioni naturali siano superiori a quelle artificiali.

E così, per predisporre il loro campo, sono costretti ad adattarsi ai luoghi che risultano spesso non adatti e, per questo, nessuno conosce con certezza la sua posizione nel campo né quella dei reparti.

I Romani invece preferiscono preferiscono scavare fossi e costruire tutte le opere di fortificazioni in modo da avere  un solo accampamento conosciuto da tutti, che rimane sempre lo stesso

Polibio, Storie, VI, 42.1-2.

Ogni castra era costruito (come le città) secondo la scienza augurale era il mesor a tracciare – attraverso la groma –  il cardo e il decumano: le linee perpendicolari che tracciavano la struttura principale del campo.

La via decumana, posta in verticale  conduceva, da un lato alla porta decumana, dall’altro verso quella pretoria – che era posta in direzione del nemico e veniva tagliata dalla via principalis che, a sua volta collegava, la porta principalis dextera e la sinistra. Parallela alla via principalis correva la via quintana.

Il praetorium – l’edificio del comandante – come descritto da Polibio veniva messo nel punto migliore a controllare l’accampamento e dettare gli ordini. Poi venivano sistemati gli altri ambienti: l’aerarium dove veniva custodito il tesoro; il valetudinarium l’ospedale da campo; gli horrea, i magazzini dove erano contenute le provviste; e tutti gli edifici al servizio della legione.

Ricostruzione di un accampamento Romano con fortificazioni a Ocriculum AD 168
I Castra di Ocriculum /// Ocriculum AD 168

I CASTRA LEGIONIS A OCRICULUM AD 168

Nel II sec. d.C. non sarebbe stato possibile trovare un accampamento all’interno di un municipio ma la voglia di raccontare un pezzo così importante di Roma – ai tempi impegnata nelle guerre coi Marcomanni – e il nostro profondo legame con il cavaliere Victor di Ocriculum di stanza nella provincia di Siria, ci ha portati a ricostruire un castra legionis con l’acquartieramento di oltre 70 legionari di quelle che erano chiamate vessillazioni:

  • la LEGIO XVI FLAVIA FIRMA – la legione di Otricoli, creata proprio in onore di Victor
  • la LEGIO I MINERVIA – ai tempi impegnata proprio nelle guerre marcomanniche e oggi associazione di Roma che ha accompagnato ogni edizione del nostro evento
  • la LEGIO XXII PRIMIGENIA – associazione di Spello con cui si è istaurato un sodalizio tutto umbro
  • il CONTUBERNIO PICENO – splendida associazione marchigiana.
Ricostruzione di uno schieramento legionario durante Ocriculum AD 168
Legio XVI Flavia /// Ocriculum AD 168

ATTIVITÀ E DIDATTICA

All’interno del campo, oltre le tende, le strutture difensive, gli addestramenti, sarà possibile assistere a didattiche sulla storia dell’esercito romano, sugli armamenti dello stesso e un laboratorio sull’utilizzo della groma e l’agrimensura.

Ricostruzione dell'agrimensura
Il mensor impegnato con la grama /// Ocriculum AD 168 (foto: Fabio Oddi)

ROSALIAE SIGNORUM

Oltre alle attività continue delle legioni inserite nel programma – tra addestramenti, guardie, di grande suggestione sono i rosaliae signorum (sabato 8 – ore 15.30) col corteo delle legioni che arriverà sino al Campo Martio ricostruito di fronte le Grandi Sostruzioni e dove verrà ricostruito quel rito quando i signa delle legioni (aquile, vessilli) venivano ricoperti di corone di rose per propiziarsi la benevolenza degli dei.