OCRICULUM  

L’ANTICO MUNCIPIO ROMANO DISTESO SU UN’ANSA DEL TEVERE.

Una delle più importanti zone archeologiche dell’Umbria attuale è quella corrispondente all’antico centro di Ocriculum che, sorto dapprima in età preromana sull’altura su cui è ubicato attualmente Otricoli, fu trasferito, probabilmente, in età repubblicana, nella piana sottostante presso una grande ansa del Tevere su cui si sviluppò il porto della città.

Il nome potrebbe essere collegato alla parola greca ocris (monte), che avrebbe influenzato il nome umbro ocar e quello etrusco ukar (equivalente al latino arx).

LA STORIA DI OCRICULUM.

Alleata di Roma  nel 308 a.C., dopo la battaglia di Mevania, svolse una funzione strategica come città di confine tra l’Umbria e la Sabina e come punto di scambio tra la viabilità fluviale e quella terrestre lungo la via Flaminia. I rapporti commerciali con Roma erano intensi, grazie al vicino porto fluviale sul Tevere, detto “Porto dell’Olio” di origine romana ma, usato poi in tuta l’età papale, e alla via Flaminia realizzata nel 220 dal console C. Flaminio.

Ascritta alla tribù Arnensis, divenne municipio, retto da quattro quattuorviri; nella divisione operata da Augusto assegnata alla Regio VI, di cui costituì l’estremo lembo verso la Sabina.

In età imperiale ebbe vita fiorente con un’economia basata sull’agricoltura, sul commercio e sull’industria figulina: famose le note coppe a rilievo dette “Coppe di Popilio” e le fabbriche di tegole e mattoni di cui si conoscono i bolli, rinvenuti a Roma nel Tevere.

Le bellezze dei suoi dintorni la rendevano luogo adatto per villeggiatura: via aveva una villa Tito Annio Milone, amico di Cicerone e politico di spicco della metà del I sec. a.C.; anche Pompea Celerina, la ricchissima suocera di Plinio il Giovane, aveva possedimenti a Otricoli alla fine del I se. d.C.

Ocriculum è ricordata nel 69 d.C. durante le lotte fra le fazioni di Vespasiano e quelli di Vitellio. In età dioclezianea entra a far parte della Tuscia et Umbria. La città viene distrutta fra il 569 e il 605 d.C. durante l’invasione longobarda è da questo periodo, con le successive piene del Tevere che è fatto risalire l’abbandono della città bassa a favore di quella sul colle.

IL PARCO ARCHEOLOGICO DI OCRICULUM.

Il Parco Archeologico di Ocriculum rappresenta certamente, per le sue dimensioni, per lo stato di conservazione e le caratteristiche dei suoi monumenti e per la ricchezza dei materiali rinvenuti durante gli scavi, uno dei centri più importanti non solo dell’Umbria ma dell’Italia.

I resti dell’antica città romana, lambita da un’ansa del biondo Tevere, sono inseriti in un paesaggio naturale di notevole bellezza per la varietà delle culture e per l’aspetto collinare del terreno, formando un complesso  unico dal punto di vista storico, archeologico e ambientale.

Il fascino e la bellezza di quest’area richiamano ogni anno turisti, come voi, e di frequente è animata dai ragazzi delle scuole che, grazie a particolari attività didattiche, hanno qui il loro primo approccio con l’archeologia, l’arte e con le tradizioni dei luoghi in cui vivono.