SPETTACOLI

GLI SPETTACOLI ANTICHI

Durante l’evento nel Parco Archeologico di Ocriculum, nei tre pomeriggi, si potranno assistere a diversi spettacoli antichi offerti dal magistrato locale.

IL GIOCO DELL’HARPASTUM

Arrivato nella penisola italica dalla Grecia dopo le campagne di conquista di II sec. a.C. dove veniva chiamato àrpastòn, l’harpasum romano prese piede poi in tutto l’impero.

Progenitore del rugby, consisteva nel portare una sorta di palle di pelle riempita di lana o stoppa, oltre l’estremità del campo avversario. Non è disponibile una documentazione attendibile sulle precise regole del gioco in quanto non ne esistevano di comuni, tuttavia, dalle fonti storiche si apprende che la partita si disputava tra rapidi passaggi, mischie concitate e scontri corpo a corpo che non di rado causavano gravi ferite se non addirittura decessi. Il campo di gioco era solitamente uno spiazzo di terra semplice e magari senza erba, per questo motivo durante le partite aleggiava nell’aria una costante nuvola di polvere che diede al gioco un nuovo nome: pulverulentus.

L’HARPASTUM NELLE ARTI ANTICHE
“Prese la palla ridendo e la scagliò ad uno dei suoi compagni. Riuscì ad evitare uno dei suoi avversari e ne mandò a gambe all’aria un altro. Rialzò in piedi uno dei suoi amici, mentre da tutte le parti echeggiavano altissime grida “E’ fuori gioco!”, “E’ Troppo lunga!”, “E’ troppo bassa!”, “E’ troppo alta!”, ” E’ troppo corta!” “Passala indietro nella mischia!” – Antifane

Secondo la testimonianza di Sidonio Apollinare (V sec. d.C.), il gioco – raccomandato dal medico greco Galeno come esercizio igienico – si svolgeva su un terreno rettangolare, con una linea mediana e due linee di fondo campo.

LA PALLA (PICCOLA)
I romani lo chiamavano anche “il gioco della palla piccola” per distinguerlo dai giochi effettuati con altri tipi di pallone, come la Follis (o Folliculus) e la Paganica, riempiti rispettivamente di aria (Follis) o piume (Paganica). Inoltre, Harpastum era anche il nome del tipo di palla sferica, piccola, dura e ripiena di lana o stoppa con la quale si praticava l’omonimo gioco.

Altre fonti riportano che l’Harpastum fosse usato come esercizio fisico per i legionari: non è quindi improbabile pensare che questo gioco viaggiò con le legioni romane e fu da queste diffuso in tutta Europa, dove probabilmente si fuse e contaminò con i giochi con la palla locali dato che era praticato soprattutto dalle legioni a presidio dei confini (erano infatti frequenti partite fra i romani e le popolazioni autoctone).

Secondo le fonti, nel 276 d.C. si svolse una partita in cui i Britanni sconfissero i legionari con punteggio di 1 a 0.

MARCO AURELIO E L’HARPASTUM NEL II sec. d.C.
Fu proprio Marco Aurelio, imperatore dal 161 al 180 noto per essere stato un grande politico, filosofo e seguace della dottrina stoica, avendo molto a cuore le questioni morali ed etiche e ritenendo “barbara” l’immolazione di uomini e animali nei circhi al solo scopo di divertire il sadico pubblico romano, bandì i ludi gladiatorii sostituendoli con sport dal carattere meno violento, uno dei quali era proprio l’Harpastum.

La scorsa domenica, durante l’evento Ocriculum AD 168 si è potuto osservare questo una suggestiva partita di harpastum tra i ragazzi della Simmachia Ellenon e quelli della Centuria Picena.

Il gioco dell'harpastum a Ocriculum, sullo sfondo le Grandi Sostruzioni
Il gioco dell’harpastum a Ocriculum, sullo sfondo le Grandi Sostruzioni (foto: gioacchino Sparrone)